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«COME HO IMPARATO A NON PREOCCUPARMI E AD AMARE LO SMARTPHONE»: LE TECNOLOGIE MOBILI E LA RICOMPOSIZIONE DELLE PRATICHE COLLETTIVE DEGLI SMARTPHONE
Paolo Magaudda, Dep. of Philosophy, Sociology, Pedagogy, Applied Psychology (FISPPA), University of Padova and Dep. of Communication, Istituto Universitario Salesiano Venezia (IUSVE), paolo.magaudda@unipd.it
Tiziana Piccioni, Dep. of Philosophy, Sociology, Pedagogy, Applied Psychology (FISPPA), University of Padova, tiziana.piccioni@gmail.com
Cosimo Marco Scarcelli, Dep. of Communication, Istituto Universitario Salesiano Venezia (IUSVE) and Dep. of Beni Culturali (DBC), University of Padova, c.scarcelli@iusve.it

Abstract italiano
In questi ultimi anni, il ruolo degli smartphone nella vita quotidiana dei giovani è diventato un argomento ampiamente dibattuto, poiché questo dispositivo tecnologico è stato riconosciuto come una forza dirompente, in grado di destabilizzare relazioni consolidate, routine e attività. Questo articolo parte dall’idea che attualmente stiamo attraversando una fase iniziale di «addomesticamento» dello smartphone nel contesto sociale, durante la quale cui le persone sono al lavoro per stabilire nuove routine e pratiche condivise per integrare questo dispositivo nelle loro vite e relazioni. Al fine di esplorare empiricamente questo processo di ricomposizione delle pratiche sociali connesse allo smartphone, presentiamo i risultati di una ricerca qualitativa basata su 26 interviste a giovani utenti di smartphone in Italia (età 18-30 anni). I risultati si concentrano su 4 contesti sociali: (a) le relazioni sentimentali; (b) quando si trascorre del tempo con gli amici; (c) le relazioni familiari a casa; e (d) quando si studia e si fanno i compiti. I risultati di questa analisi forniscono dati inediti per fare luce sul processo di “addomesticamento” degli smartphone in relazione a diverse pratiche sociali, sostenendo infine che concentrarsi sugli sforzi compiuti per ricreare pratiche condivise collegate allo smartphone rappresenta una strategia positiva per sfuggire all’ondata di «panico morale» che caratterizza gran parte del dibattito pubblico sul rapporto tra i giovani e lo smartphone.

Parole chiave
Smartphone, giovani, pratiche sociali, addomesticamento, interviste qualitative

English abstract
In these last few years, the role of smartphones in the everyday lives of young people has become a widely-debated issue. This technological device has been called a disrupting force that can destabilise established relationships, routines and activities. This article departs from the idea that we are currently going through an early phase of social domestication of the smartphone in which people are establishing new acceptable routines and shared practices integrating this device in their lives and relationships. In order to empirically outline this process of early re-composition of smartphone-connected social practices, we present findings from a qualitative research study of 26 interviews with young smartphone users in Italy (ages 18-30). The findings concentrate on four social settings: (a) in sentimental relationships; (b) when spending time with friends; (c) in family relationships at home; and (d) when studying and doing homework. The results of this analysis bring fresh empirical evidence to the process of smartphone domestication in relation to different social practices, arguing that focusing on the efforts put into recreating shared practices connected to the smartphone represents a fruitful strategy to escape the wave of «moral panic» that characterises most of the public debate.

Keywords
Smartphone, youths, social practices, domestication, qualitative interviews
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