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Articoli in settembre

Cesare Scurati (1937-2011) ci ha lasciati improvvisamente nel maggio scorso. Pedagogista tra i più noti nell'Italia degli ultimi trent'anni, docente di pedagogia e didattica all'Università Cattolica di Milano, presidente dell'IRRSAE Lombardia, consulente del Ministero, era anche grande amico del MED, oltre che suo socio fondatore: presenza ricorrente nelle Summer School di Corvara, era solito intavolare lunghe conversazioni con i colleghi insegnanti, educatori e studiosi, in cui offriva larghi esempi della sua ineguagliabile capacità di analizzare le situazioni educative e i fenomeni culturali e sociali.Tra i primi studiosi italiani di tecnologie didattiche e multimedialità nei contesti formativi, aveva scritto pagine molto dense, spesso anche negli editoriali delle riviste che dirigeva o nei report delle ricerche in cui coinvolgeva colleghi e giovani studiosi. Ricostruire il suo contributo attorno a questi temi non è impresa facile: proviamo a farlo, sintetizzando i pensieri attorno a quattro macrotemi fondamentali.[1]
STUDI E RICERCHE
Carlo Tagliabue
ABSTRACT: Il Ventesimo secolo ha visto il cinema come suo fedele testimone e interprete, ma non solo. Di fatto, con il cinema, l’immagine è diventata l’elemento fondante di ogni processo di conoscenza. Attraverso il cinema, ciascun settore dello scibile umano è stato rappresentato e interpretato: storia, filosofia, religione, scienza, politica, pedagogia. Ogni film costituisce un documento antropologico del proprio tempo e dalla sua fruizione intere generazioni hanno costruito la loro Weltanschauung. Inoltre, il cinema, per le sue stesse modalità comunicative, rappresenta anche una via per andare oltre la realtà e avvicinarci al mistero. Parole chiave: visione, arte totale, antropologia, interpretazione della realtà, conoscenza The 20th century has seen cinema as its faithful witness and interpreter, but not only. In fact, with cinema, the image has become the basic element of every knowledge process. Through cinema, every section of human knowledge has been represented and interpreted: history, philosophy, religion, science, politics, education. Each movie is an anthropological document of its own time and, enjoying cinema, entire generations have built their Weltanschauung. Besides, cinema, for its own manners of ommunications represents also a way to go beyond reality and get nearer the Mystery. Keywords: vision, total art, anthropology, interpretation of reality, knowledge
Roberto Farnè
ABSTRACT: Normalmente pensiamo alla ME con le categorie del curriculum scolastico, mentre è fuori dalla scuola che il soggetto si forma al rapporto con i media, soprattutto attraverso le esperienze di socializzazione. Ma i processi di socializzazione sfuggono alle categorie della intenzionalità educativa; in questo ambito, per trovare un modello autenticamente pedagogico, dobbiamo ricorrere al mentoring. L’articolo si propone di definire il mentore come media educator; tre esempi presi dalla letteratura e dal cinema ci aiutano a «dare immagine» a questo modello pedagogico. Parole chiave: usi dei media, adolescenti, divario intergenerazionale, mentoring, socializzazione, modelli pedagogici Normally we define ME with the categories of the school curriculum, yet, it is outside school that young people develop their relationship with the media, above all through the process of socialization. This process, however, escapes the categories of educational intentionality. In this context, in order to find an authentically pedagogic model of ME, we must resort to mentoring. The aim of this article is to define the mentor as a possible media educator. Three examples, taken from literature and cinema, help us to «represent» the mentoring way to the ME. Keywords: media usage, adolescents, intergenerational gap, mentoring, socialization, pedagogic model
Paolo Peverini
ABSTRACT: In un contesto intermediale, i film sono sempre più spesso oggetto di pratiche di manipolazione da parte di soggetti che contribuiscono a indirizzare e a riaprire il destino sociale dell’opera filmica. La domanda da cui muove la nostra indagine è molto semplice: cosa accade a un film quando se ne appropria un pubblico inserito nella rete dei social media e competente nell’utilizzo di strumenti per la produzione e la manipolazione audiovisiva? La risposta tocca questioni inerenti le intenzioni che muovono i soggetti nella manipolazione dei racconti, le competenze tecniche che fanno da sfondo alla rielaborazione cinematografica, la sperimentazione di forme e formati inediti, ecc. Parole chiave: consumi creativi, manipolazione filmica, remix, mashup Within an intermedia context, movies are more and more manipulated by a plurality of subjects that contribute to re-open and re-address the social destiny of the filmic work of art. The question that prompts our inquiry seems quite simple: what happens to a movie when it is appropriated by an audience fully inserted within the social media networks and highly competent in the use of the tools for audiovisual production and manipulation? The answer implies questions like the intentionality of people in manipulating the filmic text, the technical competence required for filmic re-elaboration, the experimentation of original forms and formats, etc. Keywords: creative consumption, filmic manipulation, remix, mashup
BUONE PRATICHE
Damiano Felini
ABSTRACT: Nel corso di laurea in Scienze dell’educazione dell’Università di Parma si è svolto un progetto di cineforum preparati e condotti da un gruppo di studenti. L’articolo presenta le ragioni di questa iniziativa, le fasi in cui si è svolta e la metodologia seguita, sia nella preparazione e conduzione del dibattito sia nella valutazione delle interazioni tra i partecipanti. Parole chiave: cinema, università, formazione degli educatori, cineforum In the undergraduate Program in Education, University of Parma, there is an activity of film discussion designed and presented by a group of students. The article describes the rationale of this undertaking, the phases in which it has been developed, and the methodology we followed, both in designing and conducing the discussion, and in evaluating the interactions among the participants. Keywords: cinema, university, educator’s training, discussion of a film
Isabella Bruni e Fabrizio Martini
ABSTRACT: Piagge Mobili è un’esperienza sull’utilizzo di dispositivi mobili e social network nella produzione di brevi narrazioni multimediali. Il progetto si è svolto presso la Comunità di Base delle Piagge e ha coinvolto un gruppo di circa dieci adolescenti. L’uso delle tecnologie mobili, già ampiamente diffuse tra i giovani, per lo storytelling può rivelarsi una strategia che li avvicina alla narrazione e consente loro di migliorare la percezione di sé e del proprio contesto di vita. Parole chiave: cellulare, social network, digital storytelling, adolescenza, inclusione, autostima Piagge Mobili is an experience on the use of mobile devices and social networks in the production of short multimedia narratives. The project was held at the Base Community of Piagge. It involved a group of about ten teenagers. The use of mobile technologies, already widely spread among young people, for storytelling activities can be a strategy to approach them to narrative texts and enhance their perception of themselves and their own life context. Keywords: mobile phone, social network, digital storytelling, adolescence, inclusion, self-esteem
Beate Weyland e Paolo Carboni
ABSTRACT: «Il mio YouTube» è un progetto svolto presso una classe seconda della scuola secondaria di primo grado di Bressanone che ha avuto l’obiettivo di condurre gli alunni a riflettere sugli elementi e le caratteristiche di YouTube. Il percorso ha previsto l’individuazione delle categorie dei video, l’osservazione degli elementi costitutivi per l’accesso, le finalità della pubblicazione. Inoltre i ragazzi sono stati condotti attraverso lavori di gruppo e giochi con i media a sapere riconoscere e descrivere le proprie emozioni e reazioni nei confronti dei video di You Tube, descrivendo e valutando le proprie preferenze nella fruizione. Parole chiave: internet, YouTube, video, immagine, fruizione, lavoro collaborativo «My YouTube» is a project done at second-year class in a first level secondary school in Bressanone. The aim was to make students reflect on the constitutive elements and characteristics of YouTube. The project included the identification of the video categories, the elements necessary for the access, as well as the purpose for publishing. Pupils, working in groups and playing with the media, learned to recognize and describe their own feelings and reactions in front of the videos, also evaluating their own preferences. Keywords: internet, YouTube, video, image, fruition, collaborative work
Liboria Pantaleo
ABSTRACT: Il progetto nasce da tre esigenze di fondo: rendere gli alunni protagonisti attivi e consapevoli nella comunicazione mediale, stimolare l’acquisizione e l’uso di competenze riferite alla scrittura creativa, agire in ottica cooperativa e inclusiva per il numero di alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) e con difficoltà di apprendimento presenti nella classe. Per essi è stato necessario creare un contesto significativo che tenesse conto delle loro capacità potenziali, dello sviluppo delle stesse e dell’approccio alla conoscenza attraverso linguaggi diversi. Parole chiave: inclusione, scrittura creativa, cooperative learning, ipertestualità The project stems from three basic needs: to make students conscious and active protagonists in media communication, to stimulate the acquisition and the use of creative writing skills, to work, adopting a cooperative and inclusive vision, with the pupils with Special Educational Needs and learning difficulties of the class. For them in particular, it was necessary to create a meaningful context that would take into account their potential capacity and its development, as well as a general approach to nowledge reached through different languages. Keywords: inclusion, creative writing, cooperative learning, hypertextuality
INFORMAZIONI E RASSEGNE
Cesare Scurati
Renee Hobbs, studiosa ben conosciuta anche dagli specialisti italiani e sicuramente fra le figure più eminenti nel panorama mondiale, ha preparato per la Fondazione Knight un Rapporto sull’alfabetizzazione digitale e mediale, che viene presentato come Libro Bianco unitamente a una sintesi esecutiva da parte di una apposita Commissione della tessa Fondazione (http://www.knightcomm.org/digital-and-media-literacy-a-plan-of-action/).